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Caso Studio: Isolare internamente con Nanoboard

C’è una cosa che succede spesso nei progetti di riqualificazione energetica.

Si parte con un obiettivo chiaro: migliorare le prestazioni dell’edificio.

Poi però arriva la realtà; Gli spazi sono limitati, le stanze non si possono ridurre e ogni centimetro in meno si percepisce, si vive, si paga.

Ed è proprio in quel momento che nasce il vero dubbio: come isolare termicamente senza compromettere ciò che già esiste?

Siamo a Olot, in provincia di Girona (ESP) e vogliamo raccontarvi la situazione che abbiamo affrontato in un recente intervento.

L’obiettivo: migliorare le prestazioni termiche dell’abitazione intervenendo dall’interno.

Ma i vincoli lo erano ancora di più; da un lato, la necessità di isolare completamente le pareti interne e dall’altro, l’esigenza di correggere i ponti termici delle finestre, tra i punti più critici in termini di dispersione e comfort.

Il tutto senza ridurre in modo significativo la superficie delle stanze.

In questi casi, le soluzioni tradizionali mostrano rapidamente i loro limiti. Spessori importanti significano perdita di spazio, difficoltà nei dettagli e compromessi progettuali.

Ed è proprio qui che entra in gioco la qualità della soluzione scelta: Nanoboard: aerogel senza polvere.

Materiali ad alte prestazioni permettono non solo di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, ma anche di farlo senza impattare negativamente sugli spazi e sul valore dell’immobile. Un aspetto spesso sottovalutato, ma decisivo nel lungo periodo.

La risposta, in questo intervento, è stata l’utilizzo di Nanoboard, il pannello isolante in aerogel sviluppato da Pafile, pensato proprio per affrontare situazioni dove lo spazio è il vero vincolo.

L’intervento ha previsto l’applicazione di Nanoboard da soli 10 mm sulle pareti interne, creando un sistema continuo in grado di garantire isolamento termico, traspirabilità e sicurezza. Allo stesso tempo, è stato possibile risolvere in modo efficace i ponti termici delle finestre, intervenendo nei punti più delicati senza complicare la posa.

Le caratteristiche del materiale hanno fatto la differenza: una conducibilità termica estremamente bassa (λ 0.015 W/mK), un comportamento ignifugo e idrofobo e la capacità di mantenere una parete completamente traspirabile. Un insieme di prestazioni che permette di ottenere risultati concreti anche con spessori minimi.

Il risultato finale è stato netto: una risoluzione completa dei problemi legati alle dispersioni e ai ponti termici, senza sacrificare spazio e senza compromessi sulla qualità dell’intervento.

Questo progetto dimostra ancora una volta come, nelle riqualificazioni, non sia sempre necessario scegliere tra prestazione e spazio.

Con la tecnologia giusta, è possibile ottenere entrambe.